Primo mare

Prima canzone partita random sull’iPod durante la mia prima giornata marina della stagione. Just perfet.

Estate

Associo l’estate a Marilyn Monroe. Uno dei primi classici che ho visto, anni ed anni fa, è  stato”The Seven Year Itch” (Quando La Moglie è in Vacanza) ambientato in una torrida New York. Ho visto il film nel mese di agosto, sicuramente all’interno di qualche maratona televisiva per l’anniversario della morte della Monroe, che è diventata quindi per me il simbolo cinematografico dell’estate. Ma sono tanti i lavori di Marilyn che mi riportano all’estate, da “Niagara” a “Some Like It Hot” (A Qualcuno Piace Caldo); da “The Misfits” (Gli Spostati) all’ultimo, incompleto, “Something’s Got To Give”.

Oggi è stata per me la prima vera giornata estiva, il risveglio da un sonnellino pomeridiano completamente fradicio ha siglato l’avvenimento.Sicuramente i prossimi mesi porteranno ad un rispolvero della filmografia di Marilyn e delle sue canzoni (canzoni che sto ascoltando anche in questo preciso istante, a dirla tutta).Non amo particolarmente il caldo umido della mia zona, ma potrei sempre mettere le mutande nel frigorifero per sopportarlo meglio.Purtroppo non ho una metropolitana nelle vicinanze.

A Single Man

“Sometimes awful things have their own kind of beauty”

La battuta sopra citata viene detta a metà del film, quando lo spettatore si è già fatto un’idea della pellicola.L’ho letta come una risposta preventiva di Tom Ford, tra le righe, a chi ha trovato il film “esteticamente troppo bello, perfetto, come fosse un spot di un suo profumo”. Questa è l’accusa più superficiale che si può fare a questa pellicola, e sicuramente Ford era già preparato a questo tipo di reazione.

Tratto dall’omonimo romanzo di Christopher Isherwood del 1964  il film racconta la solitudine di un uomo che ha da poco perso il suo compagno in un incidente automobilistico. George Falconer, interpretato da un magnifico Colin Firth (vincitore della Coppa Volpi come miglior attore e nominato all’Oscar) combatte come può il suo stato emotivo, preparando accuratamente la sua maschera ogni mattino per la gente che si aspetta una determinata persona davanti (“Impiego molto tempo al mattino per diventare George, tempo per adeguarmi a quello che ci si aspetta da George, come deve comportarsi” ). Julianne Moore, nella parte dell’amica/un tempo amante Charley, da prova della sua solita bravura interpretando un personaggio sopra le righe, unica vera figura femminile di questo film.

Il film è elegante, bello da vedere ma anche bello da “sentire”.Splendide inqudrature, montaggio, sonoro, fotografia ed una colonna sonora tra le migliori degli ultimi anni. Per molti, o meglio per qualche critico,tutto questo “bello” è il punto debole dell’opera. Sarà che ormai siamo abituati al “cinema verità”  ma trovo triste attaccare un film per questo motivo (d’altronde non ci si poteva attaccare ad altro, visto che la sceneggiatura fila liscia e gli attori sono tutti egregi).

Forse si ci dimentica dei melodrammi dell’era d’oro di Hollywood (che personalmente traccio fino agli anni 60), dei film curati da Cecil Beaton o diretti da Douglas Sirk, ma anche dei lavori di Visconti (mi viene in mente “Ludwig”, non è forse curato sotto ogni minimo aspetto?). Quello di Ford è un melodramma, volutamente accentuato nella forma ossessivamente curata per creare un contrasto con gli avvenimenti che descrive (c’è un senso di claustrofobia che si estende per tutto il film, e non è forse quello che il personaggio sta provando?). Ma se anche tutto questo fosse frutto della mia immaginazione, sarebbe veramente così disdicevole apprezzare un film per la sua forma, oltre che per gli altri motivi che ho già elencato?

“A Single Man” gode anche di uno dei migliori doppiaggi italiani degli ultimi tempi, quindi per una volta mi sento di voler consigliare anche la versione doppiata (ma un film andrebbe visto nella sua lingua originale a prescindere).

Non avete scuse, guardatelo.

Liars live @ Bronson

Non posso dire di essere un loro fan, ho solo l’ultimo album (che tra l’altro non sono ancora riuscito ad ascoltare) anche se possiedo la discografia “digitale” completa. Ma il concerto di ieri sera dei Liars mi ha lasciato a bocca aperta.Non ho molto altro da aggiungere, se non che dal vivo spaccano veramente il culo a tanta gente. Spero di rivederli presto.

Resurrection

Mi sono svegliato con l’idea di aprire un nuovo blog. Poi ho realizzato che di blog ne avevo già, sparsi nel web e pieni di polvere come questo. Quindi, dichiaro questa giornata piovosa “giornata nazionale del recupero di un blog abbandonato”.

Yes you can.

When The Sky Fell Down: The Myth of Guy Bourdin

Ecco perché Madonna sarà sempre uno dei miei punti di riferimento al di la di tutto. E’ stata lei nel corso degli anni ad istruirmi sull’arte, sulla musica e sul cinema (si, nonostante i suoi pessimi film lei stessa è un amante del buon cinema) più di quanto possano avere fatto i libri di testo. Avrei probabilmente conosciuto Guy Bourdin prima o poi, ma grazie a lei e al video di “Hollywood” del 2003 ho avuto modo di apprezzarlo già da parecchi anni. Non vedo l’ora di vedere questo documentario.

Noah And The Whale live @ Bronson


Finalmente ieri sono riuscito a vedere live uno dei gruppi che più mi hanno colpito nel 2009. Parlo di Noah And The Whale, inglesi ed attivi dal 2006. Due album pubblicati al momento, il nuovo e acclamatissimo dalla critica si intitola “First Day Of Spring”. Concept album basato sulla rottura tra il cantante e chitarrista del gruppo, Charlie Fink, e l’ex componente della band (e vocalist) Laura Marling. In questo secondo lavoro, a differenza del primo,  non è presente nessuna voce femminile (la Marling non è stata rimpiazzata insomma).

Come genere sono, stando a Wikipedia, indie-folk che vuole dire come al solito tutto e niente. Vagamente possono ricordare gli Arcade Fire. Il concerto è stato molto bello, forse un po’ troppo corto ma ho trovato fossero molto affiatati sul palco, e rendono tanto quanto su disco, se non di più (particolare non scontato). Molto bravo il violinista/tastierista (mi sfugge il nome), una ragazzone inglese tra l’altro pettinato come me ( :-p ) veramente carico e particolare. Nonostante il nuovo disco sia triste come temi, ed include infatti pezzi molto “lenti” di genere folk, dal vivo sono molto energici.Non vi aspettate una messa cantata per dirla in parole povere.

Purtroppo nessun vinile in vendita al merchandise ma ho acquistato il nuovo album per solo 10 euro (anche il concerto è costato 10 euro, quindi con 20 euro che è il prezzo di un disco in un negozio mi sono comprato il cd+visto concerto e anche poster in omaggio, sono sempre un pelo fetish con queste cose).

In chiusura posso dire che meritano, e spero di vederli anche in futuro magari con una set list più ricca (ma per il prezzo del concerto quella di ieri ci stava). Nei prossimi giorni suoneranno ad Ancona, Milano, Mestre e Roma.Tutte le date e anche assaggio del disco sul loro myspace.